I materiali e le sostanze

 

Durante le varie fasi del restauro di un mobile o di un oggetto  ligneo si renderà sempre necessario l'uso di svariati materiali ciacuno con determinate caratteristiche atte a diversi compiti e di sostanze utilizzate per il recupero il consolidamento la protezione e la finitura dell'oggetto. 

Carta vetro - Con grane di diverse dimensioni, quelle a grana fine servono per la preparazione finale dei fondi prima dell'applicazione delle varie sostanze.Più alta è la numerazione impressa sul dorso della carta più fine è la grana della medesima. 

Paglietta o lana d'acciaio - E' simile nell'uso alla carta vetro ma agisce in modo più delicato e inoltre è indispensabile per asportare dalle superfici lacche vernici e cere precedentemente trattate con prodotti svernicianti. La paglietta fine si usa anche dopo una mano di vernice turapori o gommalacca per consentire una presa migliore migliore alla mano successiva ed eliminare i grani de polvere che si depositano sulla superfice ancora umida. 

Stracci - Di tela e di lana, la tela è utile in molte occasioni, per asportare eccessi di collanti o di mordenti per stendere la cera ecc. La lana è ottima per la lucidatura finale di un mobile trattato a cera. 

Acqua ossigenata - Definita anche perossido d'idrogeno. Viene prevalentemente impiegata in operazioni di sbiancamento e decolorazione e presenta anche il vantaggio di decomporsi spontaneamente in acqua ed ossigeno. E' presente in diverse concentrazioni espresse in "volumi". 

Acquaragia - Derivata dalla distillazione del petrolio si usa solitamente per pulire i pennelli e diluire le vernici sintetiche. Ha difficoltà a solubilizzare le resine, mentre agisce facilmente su grassi, bitumi, cere e paraffine.  

Alcool - Prodotto facilmente reperibile in commercio da usare come solvente per la gommalacca oppure da miscelare con due parti di essenza di trementina per ottenere un composto valido per una pulitura delicata di mobili che non necessitano di interventi più approfonditi con prodotti svernicianti. 

Anilina - Colorante per legno in polvere finissima da diluire in alcool o in acqua.

Antitarlo -Si usa per la disinfestazione di mobili attaccati dal tarlo del legno o per una protezione preventiva su mobili non ancora attaccati. Si può iniettare direttamente nei fori prodotti dal tarlo utilizzando una normale siringa, oppure si può stendere con un pennello su tutta la superfice del mobile. In ogni caso sarebbe più efficace dopo il trattamento con antitarlo chiudere il mobile in fogli di nylon per creare una camera stagna in cui lascare il mobile medesimo per 10/15 giorni.

Gommalacca - E' un sostanza che viene impiegata principalmente nella fase di finitura di un mobile per creare sulle superfici un tono di colore caldo e ambrato, da proteggere poi con una o più mani di cera. La gommalacca è anche l'elemento essenziale per la cosidetta "lucidatura a specchio". Si trova in commercio già pronta oppure in scaglie ancora da preparare. La preparazione della gommalacca in scaglie prevede la diluizione del prodotto in alcool, da 100 a 300 grammi di prodotto per litro di alcool a seconda che si desideri una soluzione più o meno concentrata. Per un utilizzo normale 200 grammi per un litro di alcool vanno benissimo.

Colla vinilica - Le colle viniliche odierne sono molto efficaci e resistenti oltre che rapide. In trenta minuti circa sarà difficile separare due elementi asssemblati con questo collante. Questo potrebbe essere anche un punto a sfavore di questi prodotti in quanto invece l'utilizzo di collanti animali a caldo consente ripensamenti e la possibilità di separare ancora le parti mediante riscaldamento, per cui bisogna essere assolutamnete sicuri di quello che si fà. 

Colla animale a caldo - E' il tipo di colla usata nel passato per assemblare parti in legno. Deriva da ossa e parti animali e si presenta in commercio in forma di palline dure e ambrate. Per prepararla si mette una certa quantità di prodotto in un contenitore e si ricopre con acqua fredda, quindi si lascia riposare 4 o 5 ore. Quando il preparato si presenta morbido al tocco si pone il contenitore a bagnomaria in un altro contenitore con acqua e si fà scaldare il tutto. Allorchè la colla presenterà una consistenza fluida sarà pronta all'uso. 

Stucco  a gesso - E' il normale stucco utilizzato anche in edilizia per chiudere fori e crepe nei muri. Per l'uso nel restauro si può aggiungere modiche quantità di colla viniliche che lo rende più resistente ma bisogna anche dire meno carteggiabile. Si aggiunge anche terra di Siena o terra d'ombra per cercare di conferire allo stucco un colore il più possibile simile a quello del mobile. Bisogna tenere conto che il colore delle stucco secco risulterà piu chiaro di quello ancora fresco. 

Stucco vinilico - Si tratta di un tipo di stucco ottenuto impastando una certa quantità di polvere di legno (ovvero segatura passata al setaccio) con colla vinilica ed eventualmente tinta con mordenti (polvere colorata solubile in acqua) o terra di Siena. Nell'uso di questo tipo di stucco è necessario rimuovere subito le parti eccedenti con straccio o spugna inumidita poichè quando il composto sarè asciutto sarà più difficile eliminarle. 

Stucco a cera - Si trovano in commercio stick di cera in varie gradazioni di colore che cercano di imitare le sfumature delle principali essenze lignee già pronti all'uso. Queste cere vanno ammorbidite scaldandole tra le mani o con altri mezzi (ad esempio con un fornetto a bassa temperatura) ed utilizzate sul legno aiutandosi col le spatole o direttamente con le dita. 

Turapori - Quello diluibile con solvente nitro che si trova normalmente nei negozi di vernici e colori è ottimo per preparare quelle superfici lignee che si presentano troppo ruvide e porose dopo i trattamenti precedenti per accogliere le fasi di finitura (ad esempio un trattamento a gommalacca o cera) 

Consolidanti - Lo scopo dell'uso di consolidanti è semplicemente quello di reintegrare ad uno stato di robustezza e di servibilità parti di mobili che per qualche motivo non si vuole o non si può sostituire integralmente. Lo stucco vinilico di cui abbiamo parlato più sopra è un ottimo consolidante e riempitivo se la parte dove lo si applica è strutturalmente sana nonostante le rotture o le parti mancanti. Se invece la parte da reintegrare presenta una debolezza strutturale creata dai tarli o da infiltrazioni d'acqua l'applicazione di stucco vinilico servirebbe solo a creare una sezione robusta su di una struttura debole. In questo caso è meglio intervenire preventivamente con una soluzione molto liquida di acqua e colla vinilica da applicare più volte sulla parte cercando di farla penetrare il più possibile nei pori dilatati o nei fori dei tarli. Meglio ancora si può utilizzare un prodotto specifico, ad esempio il Paraloid (polimero di metacrilato etilico). ll Paraloid B/72  è una resina acrilica trasparente e si trova in commercio sia in soluzione che in grani,. Ad essiccazione avvenuta è inodore, e non altera il colore del legno, il residuo può essere eliminato dal legno con l'utilizzo di alcool o sverniciatore. Il paraloid si può applicare a pennello oppure iniettare nelle cavità con una siringa o ancora e possibile immergere le parti direttamente nella soluzione. Queste operazioni vanno ripetute più volte al fine di impregnare bene il legno. Per sciogliere il Paraloid si può usare del diluente sintetico nella proporzione ottimale di 150 grammi (si puo arrivare fino a 300 gr) per litro e lo si può conservare in bottiglie a chiusura ermetica. Per l'utilizzo dovrà essereulteriormente diluito nelle proporzioni di 1 parte di prodotto e 10 di diluente sintetico  o alcool etilico. Procedendo con le applicazioni aumenteremo la parte di prodotto nel composto tra una mano e l'altra fino ad arrivare alla somministrazione del prodotto non ridiluito. Come già detto il residuo superficiale sul legno va asportato con sverniciatore neutro o alcool.

Cera - Nella fase terminale del restauro di un mobile si usa molto spesso la cera che oltre a conferire alle superfici un'aspetto semilucido dal sapore antico un colore caldo, una piacevole impressione al tatto e non ultimo un profumo delicato serve ottimamente alla protezione e conservasione del mobile. Usata fin dall' antichità, i mobili che necessitano di tale trattamento, sono tutti quelli antecedenti al XVIII secolo con qualche eccezione. Per questo trattamento conviene utilizzare cera d'api purissima (quella che si trova in commercio a volte risulta tagliata con la paraffina). Questa preziosa sostanza naturale è acquistabile presso qualsiasi apicoltore. L'applicazione della cera è piuttosto semplice, però richiede le sue dovute attenzioni. Ecco come procedere: sciogliere a bagnomaria circa un etto di cera, una volta fusa si toglie dal fuoco dal fuoco  e si aggiunge mescolando mezzo litro circa di essenza di trementina. L'uso della cera così ottenuta è semplice, si stende il composto con un panno sulla superficie del mobile, distribuendolo uniformemente. Dopo 6-8 ore si passa alla lucidatura con un panno di lana pulito ed una spazzola da scarpe. L'intervento, và ripetuto più volte, considerando il grado di assorbimento del legno. Una volta che il composto si raffredda e possibile riutilizzarlo ugualmente senza scaldarlo. Se vi è l'esigenza di donare una velatura di colore al mobile, si aggiunge alla cera, una piccola quantità di bitume e se occorre, terra d'ombra bruciata o terra di siena naturale o bruciata.  Esistono comunque in commercio valide cere sia semisolide da stendere con uno straccio o liquide spalmabili anche a pennello.

Cera carnauba - Sui mobili, che per qualche ragione fortunosa, sono arrivati in prima patina fino a noi , è consigliabile utilizzare una speciale cera: la cera carnauba. La cera carnauba va fusa insieme alla cera d'api e serve a rendere meno oleosa e più asciutta la superficie. La dose giusta è 500 grammi di cera carnauba su un etto di cera d'api. La patinatura a cera è l'ideale rifinitura per i mobili così detti di alta epoca, su buona parte dei mobili in massello e su i mobili rustici di arte povera di ogni epoca.