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Lo smontaggio di un mobile
si presenta come un'operazione piuttosto delicata alla quale
prestare molta attenzione, da eseguire con calma senza
lasciarsi scoraggiare da eventuali apparentemente insorrmontabili
ostacoli e sopratutto
evitando di danneggiare il mobile che si intende restaurare. Resta
ovvio che non è sempre necessario ricorrere allo smontaggio di un
mobile prima di restaurarlo. Si può scegliere di procedere in
questo modo nel caso ci si trovi di fronte ad un oggetto
particolarmente rovinato e sconnesso.
Gli utensili adatti a
questa particolare operazione sono in parte quelli classici quali
martello, tenaglie, cacciavite a cui se ne aggiungono altri forse un
tantino meno d'uso comune, eccone un elenco:
Cacciachiodi grande
- Tipo piede di porco della lunghezza di circa 50 cm, da usare con
molta cautela per disassemblare le parti
ed estrarre grossi chiodi.
Cacciachiodi piccolo da
tapezziere - Delle dimensioni di un cacciavite, utilissimo per
estrarre piccoli chiodi.
Scalpello a penna -
Tipo di scalpello molto largo e senza taglio.
Siringa - Per
iniettare solventi atti a sciogliere i collanti degli incastri.
Fustella da cuoio -
Serve per praticare un'incisione intorno alle teste dei chiodi
difficili da estrarre al fine di permettere una presa migliore con
le tenaglie.
Lama di seghetto a ferro
- Da utilizzare ove possibile per tagliare chiodi altrimenti
difficili da estrarre.
Cacciavite a colpo -
Tipo di cacciavite dotato di una particolare meccanica per cui
quando è colpito dal martello reagisce con un piccolo movimento
antiorario e quindi nel senso dello svitamento.
Cunei in legno o
plastica - Si inseriscono tra le parti da disassemblare per
esercitare pressione.
Crick per auto - Ove
sia possibile offre un valido aiuto per disassemblare parti evitando
di danneggiare il mobile con il martello.
Punzone a punta piatta -
E' utile per estrarre i chiodi di legno usati anticamente per
assemblare le parti unitamente alla colla, si può utilizzare anche
un chiodo con la punta limata.
Estrattore per viti -
Strumento conico che inserito in un foro praticato nella testa della
vite consente di applicare un movimento in senso antiorario e quindi
nel senso dello svitamento.
Ed ora alcune tecniche di
smontaggio.
Incastri - Gli
incastri nei mobili antichi o anche solo vecchi, fino ad una certa
epoca presentano di solito un incollaggio a base di colla animale
che opportunamente trattata con l'apposito composto scollante già
descritto nella pagina dedicata ai materiali può essere ammorbidita
e parzialmente sciolta tanto da permettere il distaccamento delle
parti.
Come già detto il composto
(alcool, acqua, diluente nitro in parti uguali) và iniettato nella
parte da scollare con l'uso di una siringa, oppure applicato a
pennello se possibile. Dopo ripetute applicazioni ed un'attesa da
mezz'ora ad alcune ore, si può tentare di separare le parti
utilizzando dei cunei inseriti in un piccolo spazio creato con uno
scalpello a penna o un robusto e largo cacciavite. Se la struttura
del mobile lo consente fornendo degli appoggi o se siamo in grado di
crearli utilizzando travetti e sergenti potremo utilizzare anche il
crick per auto per separare le parti gradualmente e senza
traumi.
Nei vecchi incastri sono
spesso presenti chiodi di legno dalla forma conica che presentano la
parte più larga sulla parte esterna del mobile. Questi vanno
estratti battendo
contro la parte più piccola del chiodo utilizzando un punzone a
punta piatta od un chiodo con la punta limata fino alla fuoriuscita
del chiodo dalla parte opposta. E' anche possibile utilizzare un
trapano per eliminare direttamente il chiodo forandolo per tutta la
sua lunghezza.
Infine non è raro trovare
chiodi di ferro aggiunti in seguito nel tentativo di sistemare un
incastro ormai consunto e cedevole. In questo caso se non è
possibile agire in altro modo si può usare una fustella da cuoio
per praticare un incisione attorno alla testa del chiodo. Una volta
eliminato il legno all'interno dell'incisione utilizzando un piccolo
scalpello si riuscirà ad afferrare il chiodo con le tenaglie o ad
inserire al di sotto della testa il cacciachiodi piccolo.
I piani dei tavoli -
E' molto spesso necessario separare il piano di un tavolo dalla
fascia sottostante che lo sostiene. Generalmente per unire queste
due parti non venivano usati collanti ma solo chiodi o viti
che presentano di solito la testa leggermente al di sotto del
livello del piano, difficile da raggiungere. Nel caso di chiodi si
può agire in diversi modi. Se i chiodi non sono troppo arrugginiti
si possono cercare o creare con lo scalpello a penna o un grosso
cacciavite dei piccoli varchi tra il piano e la fascia ed inserire
in questi dei cunei che andranno battuti fino all'allontanamento
delle parti.
Per evitare la rottura
delle tavole che compongono il piano è meglio inserire più cunei
nel senso della venatura del legno e non parallelamente alla
medesima. Si concluderà eventualmente lo smontaggio con il
cacciachiodi grande usandolo come un piede di porco inserito nei
varchi creati dai cunei. Se i chiodi fossero troppo arrugginiti per
essere estratti a forza si può ricorrere alla fustella da cuoio
come descritto sopra per gli incastri cercando di raggiungerli ed
estrarli da sopra con le tenaglie o il cacciachiodi piccolo. Non
riuscendo ancora con queste due tecniche non resta che cercare di
tagliare i chiodi inserendo una lama di seghetto da ferro tra il
piano e la fascia del tavolo.
Nel caso di viti difficili
da estrarre il primo tentativo da fare è con l'uso di un cacciavite
a colpo, si mette il cacciavite nel taglio della vite e si colpisce
il manico con il martello. Questo tipo di cacciavite quando è
colpito dal martello reagisce con un piccolo movimento antiorario e
quindi nel senso dello svitamento. In alternativa i può utilizzare
un estrattore per viti. Dopo aver praticato un foro adeguato nella
testa della vite si inserisce l'estrattore e si esegue con una certa
forza un movimento antiorario. Come nel caso dei chiodi anche qui si
può ricorrere alla lama di seghetto da ferrro.
Nell'uso di tenaglie
cacciavite o cacciachiodi piccolo che preveda una leva effettuata su
di una superficie che non deve essere daneggiata è buona norma
porre sotto il punto di leva un pezzo di cuoio robusto o un pezzo di
lamiera che impedirà all'atrezzo di lasciare ammaccature.
Queste tecniche si possono
applicare in tutti i casi che presentino difficoltà di smontaggio analoghe a quelle descritte sopra.
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