| Se si intende dare
inizio al restauro di un mobile è bene fare un’analisi preventiva
ed il più possibile esaustiva degli interventi che sono necessari
per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi. Pianificare quindi
il lavoro prima di eseguirlo. Sarebbe anzi
consigliabile annotare per iscritto tutti interventi che si
decide di effettuare senza omettere quelli giudicati minori che è facile in seguito dimenticare.
Cercare di stabilire l’epoca giusta del mobile ci aiuterà
poiché gli interventi che effettueremo dovranno necessariamente
tenerne conto per il tipo di legno da utilizzare, possibilmente
della stessa epoca, o comunque non nuovo, per gli eventuali lavori
di falegnameria e ripristino di parti degradate e per il tipo di
finitura da utilizzare.
Le fasi pricipali di un restauro tipico sono tre. Si eseguono
innanzi tutto quei
lavori di falegnameria e ripristino che sono necessari compresi
l’eventuale smontaggio e rimontaggio del mobile, poi si passa alla
pulitura o alla sverniciatura ed al termine alle operazioni di
finitura e lucidatura.
E’ bene prestare particolare attenzione nella fase di pulitura
o sverniciatura del
legno in quanto un errore può
essere causa di danni anche irreversibili. E’ importante
rispettare il più possibile la patina, cioè quella particolare
coloritura che il tempo l’usura e le vicissitudini occcorse a quel
particolare mobile hanno conferito alla sua superfice. Sono quindi
da evitare prodotti troppo violenti tipo la soda caustica, a meno
che il mobile non sia di particolare importanza o si intenda
riverniciarlo. Molto spesso non è nemmeno necessario sverniciare ma
è sufficiente una pulizia ed una rivitalizzazione dell’esistente.
In ogni caso una prudente analisi della superfice ci suggerirà
quale sia il prodotto migliore da utilizzare ed un test eseguito in
un punto poco visibile del mobile ci aiuterà nel giudizio.
La fase di finitura del mobile va effettuata tenendo sempre conto
di quella che poteva essere quella usata originariamente ed è
quindi bene documentarsi se si è poco pratici di restauro. La
gommalacca ad esempio era usata pochissimo prima del secolo XVIII e
quindi sarebbe opportuno optare per una buona lucidatura a cera su
di un mobile antecedente a quell’epoca.
Il restauro in un mobile
può essere di tipo conservativo nel qual caso si consolidano e
incollano tutte quelle parti per le quali risultano necessari questi
interventi rispettando la struttura complessiva
e non aggiungendo o sopprimendo nulla. Una attenta pulitura
dell’oggetto rispettandone la verniciatura e la patina originale
sarà in questo caso l’azione migliore per quanto riguarda la
finitura.
In un intervento di tipo
integrativo invece si provvederà a ripristinare
le parti esistenti ove possibile ed a sostituire quelle non
recuperabili riportando l’oggetto alle sua struttura originale
tenendo conto che non si
dovrebbe intervenire in questo senso oltre il 30% del volume totale
dell’oggetto stesso. L’intento comunque dovrebbe essere sempre
quello di mantenere quanto più possibile dello stato originale. La
finitura o verniciatura andrà rifatta in
caso di degradazione della medesima. |