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Mi chiamo Giuseppe, ho 60 anni e tanta voglia di lavorare per ed insieme a voi.

Ho costruito questo mio piccolo impero insieme a mia moglie, a cui tra poco lascerò la parola (scrittura piuttosto), nel lontano 1998.
E’ stata una sfida, un modo di vedere le cose diversamente. Non tanto distante da ciò che sto facendo adesso, in quei tempi, mi occupavo di restauro.
Mi dava da vivere, amavo ridare vita a ciò che era diventato “vecchio”, a ciò che agli altri, piaceva sempre meno.

Di lì, l’IDEA.

Ho pensato, perché no. Perché non seguire questa scia, crearmi qualcosa di mio e di altri, condividere ciò che la gente non vuole più per farla utilizzare a qualcun altro.
Si trattava sempre di ridare luce, di riusare, di riciclare, ma in maniera differente. Un’idea crea una decisione, una decisione porta costruzione, e una costruzione porta un nome. Un nome pensato e ripensato, per non copiare altre realtà, per non finire nel dimenticatoio.

E poi eccolo, lucente nella mia testa: USATOMANIA.

Non avevo certo avuto un lampo di genio, sicuramente ne esistevano di altri, ma per me quello era il nome, il nome giusto, che creava la giusta atmosfera, che faceva a caso mio.

USATOMANIA, un logo semplice, un design da 1998, photoshop e via. Niente di pretenzioso, un color vivace, e tante speranze. E mia moglie con me, ovviamente.

Mi chiamo Elmina, ho 60 anni e tanto amore per il lavoro che faccio.

1998, Piazza Rossini, 100 metri quadri, un’insegna e una collega. La voce si sparge, la gente ha sempre bisogno di liberarsi di qualcosa che ha in casa che non vuole più. Catalogare è la parte più complicata, tentare di non sbagliare i prezzi, di non svalutare ciò che hai per le mani. Anche le cose che hanno poco valore, hanno la loro importanza.
Siamo in centro, la vita è frenetica e tutto ciò che so è che sto vedendo talmente tanta varietà di oggetti che imparo ogni giorno.
Un giorno una statua dell’ 800, un giorno un articolo a cui non daresti un soldo, di design, che però nuovo ha un prezzo che stenti a crederci. Ogni tanto le mie bimbe vengono in negozio, fanno i compiti, e guardano e imparano che nella vita il riciclo è importante.

Poi nel 2000, il trasferimento. Il vecchio negozio cominciava a starci stretto.

Via nazionale, 650 m2, poco parcheggio ma tanta voglia di fare la differenza.

Il nostro logo sulla vetrina su strada, la gente che si ferma, due soci e il lavoro che continua. Sempre cose nuove e vecchie, sempre persone diverse, sempre tanto impegno e amore.

Poi il 2015, un nuovo impegno, una nuova sfida.

Via i soci, via gli obblighi. Solo io e mio marito a prendere una decisione importante, un trasferimento.
Sempre Via Nazionale, questa volta nessuna vetrina ma un parcheggio grande ed un supermercato al piano terra.
1 mese di lavoro ininterrotto. Un negozio vuoto da riempire, tutto diverso, tutto più complicato.
Sacrificio e voglia, anche a 60 anni, di investire in tutto questo.

03 ottobre 2015. Apertura, un giorno che non posso scordare “vero Beppe?”, che non possiamo scordare. E poi senza sosta e senza neanche accorgerci, 3 mesi e una nuova collega, mia figlia.

Mi chiamo Giulia, ho 26 anni e sono la figlia di quei due, quassù, che vi hanno raccontato la loro storia.

Ho sempre amato da fuori questo lavoro. Sempre detto che nella mia vita mi sarebbe piaciuto un giorno, avere ogni giorno novità tra le mani. Non amo i lavori statici, i lavori che ti offuscano la mente e che ti fanno diventare inibito.
A Gennaio inizio, e comincio a capire. Gli sforzi dei miei genitori, le notti a pensare, lo stress della gente, il “non stacco il cervello quando sono a casa”, l’avere un’attività propria, la voglia di migliorare sempre, di allargarsi, di sfruttare gli spazi, di dare alla gente servizi in più.
E capisco, tutto l’amore che i miei genitori in questi 19 anni hanno messo nel loro lavoro, anche sbagliando, sperando e rimettendoci. E quante cose che puoi fare, quanti oggetti salvati dalla spazzatura, quanti libri da rileggere e quanti mobili che hanno bisogno di un nuovo padrone. Gira tutto intorno a questo, gira tutto intorno al creare una nuova casa, ad un vecchio oggetto. Questa è la parte più importante. Dico sempre ai miei genitori, che siamo come dei paladini del riciclo, e credo che in questa epoca, sia veramente un impegno al sociale, oltre che un lavoro.

19 anni, 3 negozi, 1 collega, 2 soci, 1 futuro.

Siamo Beppe, Mina e Giulia, e questa è la nostra storia, che poi, a dirla tutta, è la storia di tutti colori che investono in sé stessi e in ciò in cui credono.

Beppe, Mina e Giulia.
USATOMANIA
La nostra e vostra grande realtà di Imperia.

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